Il legame con Bologna

Diana Castelnuovo-Tedesco / News / / Like this

Mario Castelnuovo-Tedesco era molto legato a Firenze – la sua città natale, nella quale studiò e visse prima di andare in esilio negli Stati Uniti –  ed alla campagna toscana, che lo ispirò profondamente. Tuttavia il compositore aveva anche un legame con Bologna ed il suo conservatorio; Castelnuovo-Tedesco sostenne l’esame di diploma in composizione a Bologna nel 1918. Il Maestro Piero Bonaguri e la Prof.ssa Annarosa Vannoni del Conservatorio di Musica Giovan Battista Martini, hanno recentemente riscoperto negli archivi del conservatorio documenti relativi agli esami di diploma del compositore ed altri documenti pertinenti. Inoltre  hanno gentilmente condiviso le loro scoperte con l’Archivio Castelnuovo-Tedesco.

In primo luogo, perché andò a Bologna Castelnuovo-Tedesco? Poiché Pizzetti, il suo Maestro, era stato recentemente nominato direttore del conservatorio di Firenze, non poteva seguire privatamente la preparazione agli esami dei suoi studenti (Mario si era ritirato dal Conservatorio per contrasti con un insegnante), dovendo contemporaneamente presiedere la commissione d’esame. Per questa ragione Pizzetti incoraggiò Castelnuovo-Tedesco a sostenere gli esami a Bologna – dove si svolsero sotto la supervisione del suo collega, il compositore Franco Alfano, allora direttore di quel conservatorio.

Nella sua autobiografia, Una vita di Musica, Castelnuovo-Tedesco raccontò che gli esami furono, per lo più, facili per lui; ci fu una sola eccezione, comunque:

Gli esami consistevano di una serie di prove, in un numero limitato di ore, da compiersi in giorni consecutivi: Fuga, primo tempo di Sonata (su temi dati), scena lirica, strumentazione (oltre alle prove minori di lettura a prima vista di un brano di partitura, storia della musica, metodo d’insegnamento ecc.). La Fuga a dire il vero non mi dette alcuna preoccupazione: solo che il tema (datomi dal vecchio Mº Mattioli, professore di contrappunto) era così stupido e convenzionale che, per renderlo interessante, gli giuocai un brutto tiro: il tema era in ritmo binario, ed io vi applicai un controsoggetto in ritmo ternario, sviluppandolo (imperterrito) per tutta la fuga (la cosa portò poi a grandi discussioni perché il vecchio Mattioli sosteneva che questo procedimento non era “in stile”; e, per quanto la Fuga fosse ineccepibile, non volle darmi più di 9).

I documenti riscoperti a Bologna confermano il racconto del compositore. Inoltre questi documenti forniscono un triste ricordo della politica fascista che aveva causato l’esilio di Castelnuovo-Tedesco con sua moglie e i suoi figli. Uno dei documenti bolognesi include delle note dal 1938, quando il compositore aveva richiesto una copia ufficiale del suo certificato di diploma. C’è scritto: “nei certificati da rilasciare dovrà essere indicata la razza ebraica”  e il documento porta stampato in lettere rosse “Razza Ebraica”.

Copie di questi documenti saranno aggiunte alla Mario Castelnuovo-Tedesco Collection alla Library of Congress a Washington, D.C. Tante grazie al Maestro Bonaguri e alla Prof.ssa Vannoni del Conservatorio Giovan Battista Martini per la loro dedizione nella scoperta di questi documenti preziosi.