Dante in Musica: intervista a Manuela Custer e Raffaele Cortesi

Diana Castelnuovo-Tedesco / News /
Voice and piano duo new CD of settings of Dante's texts by Italian composers

Il 14 settembre 2021 è stato celebrato il settecentesimo anniversario della morte di Dante. I festeggiamenti sono stati affievoliti a causa della pandemia globale, ma i musicisti, particolarmente in Italia, sono stati ispirati a studiare le composizioni basate sui testi immortali di Dante. Le opere dantesche di Mario Castelnuovo-Tedesco, I quattro sonetti da ‘La Vita Nova’ (1926) Sera (1921) e Un sonetto di Dante (1939) sono state eseguite in vari progetti nati da quegli studi. Di recente abbiamo avuto l’onore di parlare con gli artisti che hanno concepito tale iniziativa che include I quattro sonetti di Castelnuovo-Tedesco così come composizioni di Puccini, Rossini, Ponchielli, Pilati ed altri.  La mezzosoprano Manuela Custer e il pianista Raffaele Cortesi hanno gentilmente concesso di rispondere alle nostre domande riguardanti il loro CD, Liriche su testi di Dante (Tactus).

Intervista a Manuela Custer e Raffaele Cortesi a cura di Diana Castelnuovo-Tedesco – marzo 2024

Come nasce questo progetto? Oltre al fatto che tutti i brani inclusi sono musicati su testi di Dante, come avete scelto il programma? C’era anche l’obiettivo di dar luce a brani meno conosciuti al pubblico?

Questo ambizioso progetto è nato in piena pandemia, in concomitanza con la ricorrenza dell’anniversario dantesco. In molti, crediamo, abbiano in quei giorni tremendi riletto la “Commedia” e per noi musicisti il rimando quasi immediato è stato quello di andare alla ricerca di quegli autori non timorosi di affrontare testi così pregnanti. Cosi la curiosità di spulciare materiale negli scaffali delle biblioteche (principalmente la sezione musicale della Palatina di Parma, annessa al locale Conservatorio e la Centrale di Firenze) ci ha fatto scoprire, in un fortunato gioco a specchio, musiche già largamente note assieme ad altre di valore non inferiore e tra queste spiccano la Cantata di Morlacchi, il brano di Bülow e la Matelda di Alaleona. Alla fine di questo percorso, forti della qualità delle nostre scelte autoriali, ci siamo trovati fra le mani un’ora di musica, registrata poi alle Sale Apollinee della Fenice di Venezia e pubblicata dalla casa Tactus, sempre attenta a questo tipo di proposte. A livello testuale è emblematica la ricorrenza significativa del Sonetto XV “Tanto gentile e tanto onesta pare”, una specie di passaggio obbligato, nella sua vena affettuosamente cantabile, per i compositori ottocenteschi. Così, tra la passionalità ispirata di Gastaldon – quello della famigerata “Musica proibita” – in questo caso aliena da virate kitsch, e la spiritualità stilnovistica di Mario Pilati, il microcosmo visitato rispecchia tutto sommato un buon stato di salute della lirica da camera italiana.

Cosa avete trovato di notevole nella maniera in cui Castelnuovo-Tedesco ha musicato i sonetti di Dante?

Innanzi tutto la pertinenza assoluta al testo e il modo inconfondibile con cui rigenera e vivifica col suono la perfezione del verso, trasformando ogni brano in un piccolo universo. Per nulla intimidito dal linguaggio dantesco, grazie al ricorso di stilemi anticheggianti misurati ed efficacemente evocativi, Castelnuovo-Tedesco abbraccia con la sua musicalità assoluta le parole, regalando a questo arcaismo modernità e vitalità nuova.

Le liriche di Castelnuovo-Tedesco sono considerate piuttosto complesse. Quali sfide avete incontrato mentre vi preparavate a registrare ‘I quattro sonetti’ e come hanno influenzato il vostro approccio creativo?

Fin da subito l’interrogativo che ci siamo posti è stato quello di definire e scegliere un tempo “giusto” per ogni lirica; le indicazioni d’autore, lungi dal proporre soluzioni immediate, si limitano a consigliare “Con grazia e fantasia – Serenamente – Teneramente – Elegiaco”: come conciliare quindi la complessa scrittura pianistica che spesso raddoppia all’unisono la linea vocale distesa in lunghi fiati? Come assecondare la richiesta di “trepida dolcezza” assaporata nella pur ferrea architettura della struttura armonica? La vitalità narrativa, quasi da madrigale moderno che con taglio cinematografico evoca paesaggi abitati, colori e persino la luce calda di un dettaglio, ci ha aiutato a sciogliere questi dubbi, ricreando un set ideale popolato dai vari personaggi. Il dialogo tra il cavaliere ed Amore diventa una istantanea fuggevole che lascia il dubbio della comprensione di un messaggio sibillino; la freschezza dello sguardo e dell’incedere della Donna Amata lascia un ricordo incerto ma indelebile di una presenza ultraterrena così come i pellegrini dell’ultima lirica non possono comprendere il mistero di una morte assurda come quella di Beatrice.

Oltre a celebrare la bellezza eterna dei versi di Dante, cosa volete comunicare agli ascoltatori del CD?

Davanti a qualcosa di così grande ci siamo messi in ascolto, lasciando che verso e armonia ci aiutassero a dar vita a questa poesia che ha sempre suscitato nei compositori italiani timore reverenziale e rispetto assoluto. Sperando che il risultato finale non sfiguri, ci auguriamo di aver colmato un piccolo vuoto nel panorama della musica da camera. E grazie a voi se vorrete ascoltarlo!

Manuela e Raffaele, vi ringrazio della bellissima musica e di averci raccontato del vostro itinerario dantesco!