Liriche e musica pianistica:  Intervista al Duo Vanini-Coni

Diana Castelnuovo-Tedesco / News /
Duo Vanini Coni perform Mario Castelnuovo-Tedesco Art Songs

Tra i momenti indimenticabili della II Settimana di Studi Internazionali sull’Ebraismo Italiano a Camaldoli dello scorso luglio, si è distinta la presentazione-concerto del Duo Vanini-Coni (Valentina Vanini, mezzosoprano, e Giuseppina Coni, pianista)  dedicata interamente alle liriche giovanili di Mario Castelnuovo-Tedesco. Il Duo ha registrato sia questo repertorio che nove brani giovanili per pianoforte in un cofanetto di due CD, appena uscito, per l’etichetta Tactus, con le interessanti note del Prof. Cesare Orselli. Il progetto include la prima registrazione de La sera fiesolana, basata sulla famosa poesia di d’Annunzio; La canzone della vita, con testo del fratello Ugo Castelnuovo-Tedesco; e il breve ciclo Il libro di Dolcina, su poesie di Laura Milani Comparetti, madre di Elisa Milani, una cara amica d’infanzia di Castelnuovo-Tedesco. Valentina e Giuseppina hanno gentilmente concesso di raccontarci della loro meravigliosa avventura attraverso la musica di Castelnuovo-Tedesco.

Intervista al Duo Vanini-Coni a cura di Diana Castelnuovo-Tedesco – Novembre 2023

Cominciamo dagli inizi. Raccontateci la prima volta che ricordate di aver ascoltato la musica di Castelnuovo-Tedesco.

Per quanto mi riguarda (Valentina Vanini), fu una decina di anni fa ad un concerto presso il Teatro Alighieri di Ravenna, Platero y yo, con Lorenzo Micheli alla chitarra, Nino Tagliareni, voce recitante,  e il soprano Stelia Doz. 

Io invece (Giuseppina Coni) ho ascoltato per la prima volta alcune Shakespeare Songs eseguite durante un concerto a Parma, una decina di anni fa. 

Quando avete cominciato a studiare e a suonare la musica di MCT?

Abbiamo iniziato nel 2017, durante il Master di II Livello in Repertorio vocale da camera italiano fra ‘800 e ‘900 al Conservatorio di Milano, in occasione del quale si è formato il nostro Duo. 

Abbiamo cominciato con una decina di Shakespeare Songs, che ci sono subito piaciute molto, poi abbiamo studiato l’Infinito.  Successivamente abbiamo preparato un programma dal titolo Emigranti, dedicato a Mario Castelnuovo-Tedesco e Kurt Weill, in cui abbiamo inserito diverse composizioni che poi avremmo incluso nel progetto discografico (come I quattro sonetti da “La Vita nova, le Stelle cadenti, Piccino picciò).

Siete stati colpiti fin dall’inizio o il vostro interesse è aumentato gradualmente?

Probabilmente è stato un amore a prima vista, che poi è aumentato con lo studio e la conoscenza più approfondita.  La scrittura di Mario Castelnuovo-Tedesco è eccezionalmente varia e creativa ed è senza dubbio descrittiva e teatrale, in alcuni brani, poetica e spirituale in altri. La sua musica è affascinante ed evocativa e consente agli interpreti, attraverso le minuziose e curate indicazioni, di capire in modo chiaro le sue idee. 

 Perché avete deciso di dedicare ben due CD a questa musica?

Il progetto iniziale era quello di registrare un disco di liriche da camera concentrate in un periodo definito. Abbiamo anche considerato di registrare il coevo ciclo Coplas e la lirica Die drei Könige, ma poi abbiamo preferito concentrarci sulle liriche in italiano, perché intanto abbiamo scoperto diverse composizioni inedite.

(Giuseppina Coni) Il disco per pianoforte è un po’ “figlio” del covid: avremmo dovuto registrare le liriche nell’estate del 2020, ma abbiamo dovuto posticipare perché non potevamo vederci per provare. Quindi, per curiosità, ho iniziato a leggere diverse composizioni pianistiche scritte negli stessi anni delle liriche, pensando che poi avrei capito e suonato meglio anche l’altro programma. Ho così scoperto che anche i brani per pianoforte erano stupendi, e mi è venuta voglia di studiarli. Successivamente abbiamo pensato che inserire nel progetto discografico anche una selezione di brani pianistici coevi alle liriche avrebbe ben rappresentato la produzione di Mario Castelnuovo-Tedesco di quegli anni italiani. Tra l’altro, proprio le composizioni per duo vocale da camera e per pianoforte (come Stelle cadenti e Il raggio verde) lo stavano facendo conoscere anche in Europa, in quel periodo. 

 La vostra registrazione include tre brani inediti e mai registrati prima. Raccontateci di questi brani.

Le liriche inedite che abbiamo registrato sono molto interessanti e diverse tra loro:

La canzone della vita è una breve lirica, su testo del fratello Ugo, in cui ogni strofa  tratta di un periodo della vita di un essere umano (infanzia, età adulta e vecchiaia). Castelnuovo-Tedesco la rende in musica in tre sezioni differenti e una coda conclusiva: una ninna-nanna, un’appassionata serenata di un giovane alla sua amata, una stanca melodia che ricorda un ritmo funebre; nella coda è presente un breve accenno a ciascuna sezione. Abbiamo più volte eseguito questo brano in concerto e riscuote sempre un grande successo, forse perché è una rappresentazione semplice e profonda dell’essenza della vita umana, con melodie calde e toccanti.

Il libro di Dolcina è un breve ciclo, composto da tre liriche (“A Dolcina“, “Dolcezza autunnale”, e “Il tramonto”), che abbiamo potuto registrare grazie a ICAMus, e in particolare ad Aloma Bardi [musicologa, fondatrice e presidente dell’ICAMus]. I testi poetici sono di Laura Milani-Comparetti, poetessa fiorentina, la cui figlia Elisa divenne amica di Mario negli anni delle vacanze estive a Castiglioncello. Sono liriche musicalmente abbastanza complesse, ma di grande effetto, ricche di armonie e atmosfere che ricordano Debussy.

La sera fiesolana è un capolavoro. Questa prima pubblicazione avviene esattamente dopo cento anni dalla sua creazione: Mario aveva deciso di dedicarla ad Alfredo Casella, in risposta a una sua versione in musica della medesima Laude dannunziana, da lui giudicata “poco fiorentina”. E, in effetti, la composizione di Castelnuovo-Tedesco coglie perfettamente l’atmosfera toscana, evidenziando tutte le sfumature del testo e trasfigurandolo in una dimensione ampia e lirica.

Dopo aver studiato in modo approfondito le liriche di MCT, quali preferite e perché?

Probabilmente La sera fiesolana, L’infinito e La canzone della vita, perché forse sono le più emozionanti. Ma in realtà sono un po’ tutte nostre preferite, perché ognuna ha la sua peculiarità e la sua atmosfera.

Quale aspetto del progetto vi ha dato più soddisfazione? 

Sicuramente ci ha dato grande soddisfazione aver potuto registrare liriche inedite. Ma anche, più in generale, aver approfondito lo studio di questa bella musica, che merita di essere conosciuta ed eseguita più spesso.

Avete intenzione di eseguire nuovamente questo repertorio in concerti nel prossimo futuro?

Certamente! Grazie ad Aloma Bardi, Eleonora Negri e Irene Weber Froboese, il prossimo 20 maggio avremo occasione di eseguire Limpidi orizzonti, il programma da concerto che abbiamo estratto dal nostro doppio disco, al Lyceum Club Internazionale di Firenze, luogo molto caro al giovane Mario e che ne conserva il fondo. Inoltre in estate porteremo questo programma anche a Trieste, per il Festival Viktor Ullmann, grazie all’invito di Davide Casali.

Perché avete intitolato il vostro programma Limpidi Orizzonti?

“Limpidi orizzonti” è una citazione, dal retrogusto amaro, da La sera fiesolana: vuole fotografare la situazione rosea di quegli anni, di un giovane e talentuoso compositore, destinato a un sicuro successo, situazione che poi, purtroppo, sarebbe stata stravolta dagli eventi. 

Grazie, Valentina e Giuseppina, per le interpretazioni espressive e toccanti di questo splendido repertorio poco conosciuto e per il vostro impegno nel far conoscere le opere giovanili di Castelnuovo-Tedesco.