Musica da Camera: Intervista a Benjamin Bernstein

Diana Castelnuovo-Tedesco / News /
Ensemble Mark Rothko performs chamber music of Castelnuovo-Tedesco

Alla fine degli anni quaranta, dopo il periodo in cui Mario Castelnuovo-Tedesco aveva lavorato negli studios di Hollywood,  tornò alla musica da camera, un genere che gli era sempre piaciuto tanto.  Fu ispirato a scrivere il famosissimo Quintetto per chitarra ed archi l’op. 143,  oltre ad altre opere di musica da camera che erano rimaste inedite. Grazie alla collaborazione tra le Edizioni Curci e la famiglia del compositore, tante di queste opere sono ora disponibili nella Mario Castelnuovo-Tedesco Collection. L’Ensemble Mark Rothko, un gruppo di strumentisti del Triveneto, ha dedicato l’ultimo progetto di registrazione a questa musica.  Il CD, Mario Castelnuovo-Tedesco: Chamber Works (Da Vinci Classics), include la prima registrazione mondiale del Terzo quartetto d’archi “Casa al Dono” (1964), un brano pervaso da ricordi e nostalgia dedicato all’amico Bernard Berenson (1865-1959), grande studioso dell’arte rinascimentale italiana. Il violista Benjamin Bernstein dell’Ensemble ci ha gentilmente concesso di parlarci di questo progetto.

Intervista a Benjamin Bernstein a cura di Diana Castelnuovo-Tedesco – Giugno 2023

Raccontaci  un po ‘del Mark Rothko Ensemble. Chi siete e qual è la vostra missione?

L’Ensemble Mark Rothko nasce nel 2011 dall’incontro tra alcuni dei migliori strumentisti ad arco del Triveneto. Da una base di trio d’archi [Carlo Lazari, violino; Benjamin Bernstein, viola; e Marianna Sinagra, violoncello], il gruppo a geometria variabile si estende al quartetto, quintetto o sestetto d’archi o si aggrega ai legni, all’arpa o alla chitarra. Le nostre ricerche si concentrano principalmente sulla musica del primo ‘900 anche se i classici ed il repertorio romantico non vengono trascurati.

Come hai scoperto la musica da camera di Castelnuovo-Tedesco e cosa vi ha spinto a dedicare un progetto di registrazione alla sua musica?

Ho scoperto la musica di Mario Castelnuovo-Tedesco attraverso le registrazioni di Jascha Heifetz. Non soltanto il concerto “I profeti” ma anche i pezzi per violino e pianoforte. La spinta ad effettuare questa registrazione è venuta da Laura Moro delle edizioni Curci. Dopo la stampa dei brani basati sui manoscritti di Mario custoditi alla Library of Congress di Washington a cura di Angelo Gilardino, ella prese contatto con Davide Casali, direttore artistico del Festival Viktor Ullmann di Trieste, dedicato ai compositori perseguitati dal nazi fascismo. Collaboriamo col festival da molti anni. Davide ci chiese di interessarsi a queste partiture. Purtroppo il progetto venne rallentato dalla pandemia. Facemmo la prima esecuzione in Italia del Trio d’archi e la prima in tempi moderni del Terzo quartetto “Casa al Dono” nell’ottobre 2021 a Gorizia. Da subito si pensò di lasciare una testimonianza discografica di questo lavoro. Aggiungemmo il quintetto con la chitarra per completare il disco con uno dei brani più apprezzati di MCT. Speriamo in un breve futuro di completare l’opera registrano i primi due quartetti di Castelnuovo-Tedesco con eventualmente qualche brano ad integrazione e così portando a termine l’integrale!

Mentre studiavate e suonavate questi brani, che emozioni avete provato? 

La musica di Mario Castelnuovo-Tedesco riesce a comunicare sia a chi la esegue che a chi la ascolta un senso di equilibrio, pace interiore ed eleganza che erano sicuramente tratti della sua indole. L’equilibrio formale, il linguaggio diretto, semplice ma non scontato e la bellezza dei temi danno sempre grandi soddisfazioni!

Mi ricordo che trascorri l’estate in Toscana. La nostalgia del compositore per la sua regione natale ti ha particolarmente colpita?

Nella sua musica di MCT, più che evocare direttamente la Toscana o temi folkloristici, trasmette la luce e la felicità dei paesaggi toscani o talvolta la loro malinconia struggente. Particolare il caso del Terzo quartetto “Casa al Dono” dove vengono rievocati alcuni dei luoghi delle vacanze estive dell’autore, dall’Abbazia di Vallombrosa al treno a cui era collegata da Sant’Ellero ai tramonti visti dal Pratomagno, passando per la casa estiva del grande storico dell’arte Bernard Berenson ubicata nelle vicinanze di Vallombrosa e dove Mario ebbe l’occasione di partecipare ai suoi cenacoli. Conosco bene Vallombrosa perché ho la casa ad una ventina di chilometri da lì per cui mi è stato facile capire i riferimenti di Mario.

Quale impressione volete lasciare all’ascoltatore?

Speriamo di aver trasmesso attraverso la nostra registrazione la perfezione e l’armonia della musica di Mario.

Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere, non esitare a dircelo!

Speriamo che l’ascolto di questo CD convinca molti nostri colleghi ad eseguire la musica di Castelnuovo-Tedesco e che li faccia capire che un brano conosciuto come il quintetto per chitarra ed archi rappresenta una sorta di albero che nasconde la foresta di un’abbondante produzione cameristica di ottima qualità. 

Benjamin, grazie a te e ai tuoi colleghi, per il vostro entusiasmo per questa musica e per averci dato la prima possibilità di ascoltare il bellissimo terzo quartetto!